Gabriela Mistral

Gabriela Mistral.

Il soggiorno a Rapallo di Gabriela Mistral, pseudonimo di Lucila Godoy Alcayaga, prima poetessa e donna latinoamericana a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1945, rappresenta un capitolo intimo e ricco di fascino nella storia culturale del Tigullio.

La nomina e l’arrivo in Riviera

Agli inizi degli anni ’50 (tra il 1950 e il 1952), la poetessa fu nominata dal governo cileno console d’Italia, stabilendo la propria sede diplomatica e residenza proprio a San Michele. A quel tempo, Rapallo era già una tappa consolidata per grandi intellettuali e scrittori internazionali (Ezra Pound, William Butler Yeats, ecc.), attratti dalla tranquillità del golfo e dal clima mite.

La vita a Rapallo

Durante la permanenza rapallese, la Mistral condusse una vita riservata ma operosa:

  • Attività letteraria e diplomatica: Oltre alle sue funzioni consolari, la poetessa continuò a lavorare ai suoi scritti e a mantenere una fitta corrispondenza con intellettuali europei e sudamericani. Fu proprio in questi anni che l’Archivio Luce e diversi fotoreporter immortalarono la sua presenza in cittadina con interviste e scatti d’epoca.
  • L’amore per il paesaggio: Come molti altri poeti che l’avevano preceduta, Gabriela Mistral trovò nel contrasto tra il mare e le colline liguri una fonte di quiete e ispirazione poetica, un rifugio sereno dopo anni segnati da profondi lutti personali e dai travagli della Seconda Guerra Mondiale.

Chi era Yin Yin e la versione del “nipote”

La figura diJuan Miguel Godoy Mendoza, affettuosamente chiamato Yin Yin, è una delle vicende più tragiche, intime e dibattute della vita di Gabriela Mistral.

Ufficialmente, la poetessa presentava Yin Yin (nato a Barcellona nel 1925) come suo nipote, figlio del suo fratellastro Carlos Miguel Godoy Vallejos e della spagnola Marta Muñoz Mendoza. Gabrielalo prese in custodia nel 1926, quando il bambino aveva solo circa un anno, crescendolo come un vero e proprio figlio.

Tuttavia, fin dai suoi primi anni le voci e le “malalingue” non mancavano: molti sostennero che Yin Yin fosse in realtà il suo figlio biologico, nato da una relazione segreta in età giovanile (alcune speculazioni storiche, smentite o mai confermate del tutto, indicarono persino personaggi dell’epoca come lo scrittore spagnolo Eugenio d’Ors). Anni dopo la morte della poetessa, alcune persone a lei vicine confermarono che il legame materno non fosse solo un’adozione informale o affettiva, bensì un vero e proprio rapporto madre-figlio.

Il tragico destino e la cronologia rispetto a Rapallo

Per quanto riguarda la foto che ritrae il bambino a Rapallo certamente prima del 1950, occorre precisare alcuni aspetti storici cruciali:

Rapallo negli anni ’50 e i ricordi:Quando Gabriela Mistral si stabilì ufficialmente a Rapallo come console nei primi anni ’50, Yin Yin era già morto da quasi un decennio. Tuttavia, la Mistral viaggiò moltissimo in Europa negli anni ’20 e ’30 (e durante la sua permanenza a Rapallo negli anni ’50 parlò spesso con profonda commozione del ricordo del suo amato Yin Yin.

Il suicidio nel 1943:Yin Yin è scomparso drammaticamente il 14 agosto 1943 a soli 17/18 anni a Petrópolis, in Brasile, dove la Mistral ricopriva anche lì la carica consolare. Il ragazzo si tolse la vita ingerendo arsenico, un dolore devastante da cui la poetessa non si riprese mai più (ricevette il Nobel due anni dopo, nel 1945, ancora immersa nel lutto).