San Massimo.
Appresso Rapallo, piegando verso i monti, si trova la villa di San Massimo, situata in luogo assai fecondo d’olii e di castagne, con la sua chiesa parrocchiale intitolata al medesimo Santo, habitata da huomini lavoratori et industriosi che traeano loro nutrimento dalla terra et dal bosco. (Agostino Giustiniani – 1537)
Nelle sue ricerche dettagliate sulla storia documentaria del Tigullio e della podesteria di Rapallo, Arturo Ferretto cita spesso la villa e parrocchia di San Massimo, descrivendola storicamente come terra ricca di mulini e coltivazioni varie. Nei suoi scritti d’archivio la definisce una delle«antiche e operose ville del capitaniato», richiamandone l’importanza agricola e il ruolo strategico lungo i percorsi interni.

2. S. Massimo (altezza sul livello del mare m. 117) nel 1905
Spedita il 21.12.1918
Destinazione: Torino
Editore: Brunner – Como

4. Presepio a S. Massimo – 1927
Spedita l’1.09.1915
Destinazione: Zona di Guerra
Editore: Brunner- Como

5. Grotta di N. S. di Lourdes nel Piazzale di S. Massimo
Spedita il 19.08.1901
Destinazione: Brescia
Editore: Valle – Rapallo

7. Anno 1915 – Presepio della Parrocchia di S. Massimo
Spedita il 03.02.1924
Destinazione: Lugano (CH)
Editore: Civicchioni – Chiavari

8. Antico monastero Valle Cristi
Spedita il n.v.
Destinazione:
Editore: Ramondini – Rapallo
Colorata da editore
Sorge la parrocchia di San Massimo in un’amena vallata posta a settentrione di Rapallo, irrigata da fresca e perenne acqua di torrente, che in antico alimentava diversi mulini ed opifici. La contrada, pur nella sua rustica semplicità , offre allo sguardo un ameno contrasto tra i verdeggianti uliveti del piano ed i castagneti che coronano i vicini monti. Gli abitanti, dediti fin da tempi remoti alla coltura della terra e all’allevamento, vi serbano ancor oggi la natia sobrietà ed una singolare devozione alla loro antica chiesa parrocchiale. (Santo Varni, Sacerdote – 1860)












